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Coronavirus e Referendum Costituzionale

Coronavirus e Referendum Costituzionale

Coronavirus e Referendum Costituzionale. Il Referendum costituzionale previsto per il 29 marzo prossimo potrebbe essere posticipato di qualche mese per l’emergenza coronavirus.

Ancora non c’è nulla di ufficiale, infatti, si tratta di una sorta di ‘Piano B’ come riporta Federico D’Inca (Ministro per i Rapporti per il Parlamento) a SkyTg24 Start.

“Per ora è confermato ma questa è la settimana per decidere se confermarlo o spostarlo a maggio insieme alle regionali. Decidiamo entro giovedì. Certo si deve dare la possibilità che ci sia campagna informativa dovunque, anche nelle zone rosse. E’ una valutazione da fare nei prossimi giorni ma certo è un grande passaggio di riforma istituzionale”.

Che cosa prevede il Referendum costituzionale?

Il testo si divide in 4 parti che cambieranno alcuni articoli della Costituzione Italiana riguardo al numero dei rappresentanti eletti in entrambe le Camere del Parlamento.

Il primo articolo prevede la modifica dell’Arti. 56 con la riduzione dei Deputati che passeranno dai 630 attuali a 400. Anche quelli eletti nella Circoscrizione Estero subiranno una diminuzione passando da 12 a 8 eletti.

Il secondo articolo prevede la modifica dell’Art. 57 relativo al Senato della Repubblica. In questo caso i Senatori passeranno da 315 a 200 (Circoscrizione Estero a 6 a 4). Inoltre il testo assegna 3 Senatori alle due Province Autonome di Trento e Bolzano (Finalmente) equiparate alle altre Regioni. Invariati i seggi del Molise (2) e della Valle d’Aosta (1).

Infine, nuove regole per la nomina dei Senatori a Vita da parte del Presidente della Repubblica che in molte occasioni hanno fatto da stampella al Governo di turno. In caso di vittoria, il numero dei Senatori a Vita non potrà essere superiore a 5.

Adesso bisognerà attendere le decisioni del Consigli dei Ministri in materia di Sicurezza Sanitaria.