Giuseppe Conte gli Immigrati figli di un Dio maggiore

Giuseppe Conte gli Immigrati figli di un Dio maggiore

Riferendoci ad una dichiarazione e promessa,  piuttosto provocatoria, di Giuseppe Conte,  premier del Consiglio,  e cioè: ‘Risolveremo il problema dell’immigrazione non con lo slogan ‘porto chiuso'”, “lavoreremo per offrire a migliaia di giovani africani il lavoro“, all’interno nel suo discorso alla manifestazione del Movimento 5 Stelle svoltasi a Napoli, viene da chiedersi se gli immigrati siano figli di un Dio maggiore.

Con questa promessa campata per aria per accattivarsi simpatie e applausi da una platea che evidentemente non ha la minima sensibilità verso il mondo del lavoro, seppur conoscendone i gravosi problemi, ci si chiede se i lavoratori disoccupati italiani, i giovani italiani siano figli di un dio minore o addirittura incapaci di trovarsi una occupazione per sopravvivere!

Giuseppe Conte gli Immigrati figli di un Dio maggiore

Qui non si tratta di nazionalismo, razzismo o quant’altro, si tratta che il Premier non ha la minima percezione del problema occupazionale in Italia riguardante i disoccupati e i giovani espatriati e che espatriano per cercare un futuro che in Italia è loro negato, un Premier che prima di esserlo è stato fautore, oltretutto, per chi non lo sapesse, per la chiusura dei porti italiani.

Inconcepibile come per una poltrona del potere un essere umano possa voltare gabbana in questo modo ridicolo ed eclatante, offendendo con queste sue parole una platea che da anni chiede un posto di lavoro per mantenere la propria famiglia e sopravvivere.

Certamente suo figlio, Niccolò, terminati gli studi, non troverà problemi nel mondo del lavoro avendo un padre premier, è ovvio! ma quanti padri sperano che ogni volta che il proprio figlio o figlia quando escono da casa ritornano con la bella notizia di avere trovato una occupazione? Questi figli però non sono unti da un dio maggiore ma da un dio minore che impedisce loro di lavorare poiché la promessa per un lavoro non è per loro ma per gli immigrati.

Giuseppe Conte gli Immigrati figli di un Dio maggiore

Le stoccate, i riferimenti provocatori scambiati dall’uno e dall’altro esponente politico, sono parole che non hanno valore, sono diatribe insulse che continuano sulla rete, sui social,  un quadro squallido offerto allo sguardo basito degli italiani che hanno ben altri problemi da risolvere che ascoltare le scaramucce da cortile come sono soliti fare i politicanti del potere!

Giuseppe Conte farebbe bene il suo lavoro conoscendo a fondo le problematiche dei concittadini, scendendo in piazza, parlando con loro, capendo a fondo la miseria, la disoccupazione, la povertà in cui vive una parte del popolo italiano, non dall’alto di un pulpito sparando delle promesse alquanto provocatorie che potrebbero accendere delle micce di violenza, dovrebbe imparare da un grande Presidente della Repubblica, Sandro Pertini,  lui non aveva paura di confondersi con la gente, la sua gente!

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