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Il turismo ai tempi del Coronavirus: numeri e rimedi per “viaggiare” comodamente seduti sul divano

Il turismo ai tempi del Coronavirus: numeri e rimedi per “viaggiare” comodamente seduti sul divano
Viaggio in Islanda fra vulcani e ghiacciai esperienza unica da non perdere

Il turismo ai tempi del Coronavirus: numeri e rimedi per “viaggiare” comodamente seduti sul divano. Si sa, il turismo è stato uno dei primi settori a essere stato colpito dalla gravissima crisi sanitaria che sta affliggendo il nostro paese e il resto del mondo: il Covid-19 (Meglio noto come Coronavirus).

Se consideriamo che da solo il turismo vale il 13% dell’intero Pil, i conti sono presto fatti.

Andiamo a vedere più nello specifico quali sono le attività all’interno del settore, più colpite:

Le figure che più hanno subito e subiranno i danni di questa emergenza mondiale sono le guide turistiche, circa 20 mila in tutta Italia, le quali hanno sofferto in queste settimane un forte calo della domanda, con numerose disdette di visite guidate e tour lungo tutto il Bel Paese.

Dopo l’ultimo Decreto Legge emanato da Conte nella serata dell’11 marzo 2020, tutte le attività da essi condotte sono momentaneamente sospese, almeno per altre due settimane. Questo costringe a casa queste figure, le quali dovranno fronteggiare l’emergenza e reinventarsi, almeno finché il virus non sarà debellato. Potrebbero iniziare a scrivere un blog pieno delle loro esperienze e conoscenze, o aprire pagine Instagram in cui spiegano cosa poter visitare nelle varie città italiane di cui sono fieramente ambasciatori.

Non se la passano di certo meglio gli albergatori, che hanno ricevuto disdette nelle ultime settimane e che in molti casi si sono trovate a dover chiudere per mancanza di prenotazioni.

E così anche le agenzie di viaggio, i tour operator e tutte le piattaforme che in qualche modo offrono viaggi.

Già nelle settimane precedenti la “chiusura” definitiva dell’intero territorio italiano, molti stati avevano chiuso le porte al nostro paese, provocando un effetto a catena di disdette, richieste di rimborsi e posticipazione dei viaggi già organizzati. Partendo da stati come la Giordania, destinazione molto importante per il turismo italiano in uscita, arrivando progressivamente all’Arabia Saudita, all’Oman e a molti altri paesi.

Il settore turistico dovrà essere abbastanza forte per ripartire non appena l’emergenza sarà passata, e allora come possiamo fare tutti noi nel nostro piccolo per far sì che questo accada?

Per prima cosa possiamo prendere un quaderno, un diario o un documento Word e scrivere una lista di tutte le mete che vorremmo visitare, informandoci poi su cosa poter fare in ogni destinazione: quali attrazioni visitare, in quali ristorantini caratteristici poter assaggiare la cucina locale e in quale struttura ricettiva poter soggiornare.

Facciamo una lista dettagliata di tutte quelle cose che per mancanza di tempo non siamo mai riusciti a programmare e una volta passata l’emergenza, organizziamo un viaggio, prenotiamo un aereo e scopriamo la meta desiderata.

E per questo momento in cui dobbiamo giustamente stare a casa come poter “viaggiare” stando comodamente seduti sul divano?

  • Leggiamo un libro
  • Guardiamo una nuova serie tv e quella lista di film che abbiamo nelle note dell’iPhone e non abbiamo mai tempo di vedere
  • Sperimentiamo nuove ricette
  • “Visitiamo” dei musei, quelli aperti e disponibili nella versione online sono:
  • Pinacoteca di Brera, Milano (Italia)
  • Galleria degli Uffizi, Firenze (Italia)
  • Musei Vaticani, Roma (Italia)
  • Museo archeologico, Atene (Grecia)
  • Prado, Madrid (Spagna)
  • Louvre, Parigi (Francia)
  • British Museum, Londra (Regno Unito)
  • Metropolitan Museum, New York City (Stati Uniti d’America)
  • Hermitage, San Pietroburgo (Russia)
  • National Gallery of Art, Washington D.C. (Stati Uniti d’America)

Autrice articolo: Carlotta Garilesi

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