Italia buonista contro la lungimiranza della realtà dei fatti

Italia buonista contro lungimiranza della realtà dei fatti

Il termine buonista è stato coniato per definire un atteggiamento di chi ostenta sentimenti di comprensione, benevolenza e di tolleranza nei confronti di avversari politici, di lavoro e perché no? familiari, al di fuori di verità lampanti  che si fanno sempre più pesanti in questa Italia buonista contro la lungimiranza della realtà dei fatti.

Giustamente come scrive il Gallito nel web e con il quale concordiamo: ‘Il buonista viene accusato di essere un ipocrita collocato politicamente a sinistra, imbonitore se ricco, semplicemente idiota se povero, che trae godimento dal pulirsi la coscienza con affermazioni fuori dalla realtà e iniziative tafazziane.

Il buonista sarebbe uno sconsiderato, con la testa nel mondo delle favole, che vorrebbe accogliere migranti e presunti terroristi agevolando loro i viaggi della speranza, e favorendo un’invasione che andrebbe in ogni modo fermata per ragioni di sicurezza, economiche, identità culturale e religiosa, di salvaguardia del benessere e dello stile di vita degli italiani etc..’.

Sentirsi dare del buonista non è esattamente un complimento in quanto viene posto nelle offese, per lo più peggiori, vale sentirsi definire: stupidamente ottuso e con un grado di pericolosità sociale.

Il contrario di buonista si può definire realista  con lungimiranza della realtà dei fatti, senza voli pindarici, con i piedi ben piantati sulla terra, con la conoscenza dei vari problemi che affliggono la società moderna senza pietismi di sorta e per dirla tutta con un vecchio detto: il medico pietoso uccide il paziente!

Italia buonista contro lungimiranza della realtà dei fatti

Non è con il buonismo di poco prezzo che si risolvono le questioni quali l’integrazione che non potrà mai avvenire per la differenza abissale di culture diverse e con la globalizzazione che farà scomparire intere civiltà, quale la nostra che affonda le proprie origini nell’alba dei tempi, una civiltà che non si deve, non si può cancellare per nessun motivo al mondo.

Non tacciamo di razzismo chi afferma ciò che si sta scrivendo, il razzismo è ben diverso, è un difendere un patrimonio di valori e di verità vissute, che ha dato origini a quelli che siamo, che ci fa sapere da dove veniamo senza rinnegare ciò che ha contribuito farci grandi nel mondo.

I ricchi possono pulirsi la coscienza agendo da buonisti, hanno le possibilità per dirlo ma per agire? mentre il povero se si definisce tale non sa esattamente il significato profondo di questo termine: solo chi ha la pancia piena e le spalle coperte può accusarsi di buonismo.

Non certamente il povero che può anche dare mezza pagnotta a chi non ne ha nessuna, questo si definirebbe sentimento di solidarietà umana, di sensibilità, di umanità, sicuramente non di buonismo.

La verità è una sola: viviamo in una società che è un caos politicamente parlando, un caos nel mondo lavorativo, nei rapporti interpersonali fatti di tecnologie più o meno avanzate, un caos con il riscaldamento terrestre, un caos totale per chi sa vedere le realtà presenti nel mondo senza prosciutto negli occhi e con la consapevolezza che gli umili sono in mano ai potenti e che saranno solo carne da macello per i loro interessi!

Pessimismo? no, basta leggere i quotidiani, basta guardarsi attorno, basta capire che anche noi, nel nostro piccolo, guardiamo il nostro orticello senza considerare l’orticello altrui e questo non è altro che egoismo umano!

Di un’erba non si può fare un fascio, vero, ma chi sa guardare la realtà in faccia, senza compromesso alcuno, sono una minoranza che nulla può fare se non lottare e combattere questo sistema-mostro che ci sta inghiottendo senza pietà e chi ha il coraggio di ribellarsi e gridare farsi sentire, solitamente viene messo a tacere, in un modo o nell’altro.

ARIELLA GIBELLATO

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