Polizia di Stato 54 suicidi nel 2019 vite spezzate dall’indifferenza politica

Polizia di Stato 54 suicidi nel 2019 vite spezzate dall’indifferenza politica

Suicidi nelòa Polizia di Stato
Polizia di Stato 54 suicidi nel 2019 vite spezzate dall’indifferenza politica

Siamo ancora una volta ad informare dell’ennesima vittima di suicidio nelle forze dell’Ordine, un’altra vita spezzata, una strage che sembra non finire mai, questa volta è un allievo del corso dei commissari di polizia a Catanzaro.

Il perché e il per come avvengono questi suicidi lo spiega chiaramente l’ex agente di polizia, Daniele Contucci nelle sue parole in un articolo de Il Giornale : ‘La cronaca evidenzia numerosi casi di suicidi tra gli appartenenti alle Forze dell’Ordine ed in particolare alla Polizia di Stato. Al di là dei casi specifici, sembra esserci poca attenzione su questo fenomeno in costante crescita. Il poliziotto è ovviamente più esposto, rispetto alla gente comune, in quanto possiede un’arma di servizio. Da qui la necessità di monitorare e verificare costantemente lo stato psicologico del singolo operatore di polizia, non solo al momento del suo ingresso, ma specialmente durante la sua carriera. Una carriera spesso accompagnata da problemi economici e familiari, che aumentano l’impatto emotivo’

Polizia di Stato 54 suicidi nel 2019 vite spezzate dall’indifferenza politica

Ciò che risulta essere strano è che nessuno pensa a investigare su questo rosario di morte nella Polizia di Stato, son ben 54 i suicidi solo nell’anno 2019,  vite spezzate dall’indifferenza politica.

Perché chi è al potere sembra non curarsi minimamente di questo dato drammatico e allarmante,  neppure i media ne parlano, totale indifferenza verso i servitori e non servi che ogni giorno percorrono le strade non sapendo se torneranno a casa dopo il loro turno, a volte turni massacranti e lunghi!

E’ ora di ribellarsi a questo stato di cose, inutili sono le parole, quello che servono sono fatti concreti per fermare queste morti, spezzare il silenzio che le avvolge, chiedere interrogazioni parlamentari e trovare soluzioni effettive senza scantonare come si fa di solito.

E non mettere in silenzio anche chi grida la verità, chi ha il coraggio di puntare il dito verso il potere forte, mettendoci la faccia, chi OSA mettersi contro il sistema per far conoscere al popolo italiano i retroscena sporchi e marci utilizzati per emarginare chi con la divisa ci protegge!

Gli agenti di Polizia, tutte le forze di sicurezza e ordine NON SONO NUMERI, sono esseri umani con famiglie, padri e madri, sorelle e fratelli, e vanno difesi dallo Stato, non lasciate a se stessi in totale indifferenza per i loro problemi, assisterli nel loro compito, assicurare loro la dignità e l’orgoglio di aver scelto questo compito difficile da portare avanti: la difesa del cittadino!

E noi cittadini del popolo italiano dobbiamo essere con loro, con le loro battaglie, con le loro rivendicazioni e proteste, non contro di loro come a volte si legge, il marcio c’è dappertutto, la mela avariata in un cesto c’è quasi sempre, ma non significa che tutte le mele siano avariate, la maggioranza ha scelto di difendere, aiutare, proteggere non solo le persone comuni, anche i potenti che sono indifferenti ai bisogni di questi difensori

Polizia di Stato 54 suicidi nel 2019 vite spezzate dall’indifferenza politica

Ricordiamo le parole della canzone di Giorgio Faletti:

Forse possiamo cambiarla ma è l’unica che c’è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent’anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena
Sarebbe con me tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove
Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale
Ed in costante contatto radio
Abbiamo preso la provinciale
Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera
Nascosto bene la nostra auto c’asse vedesse che non c’era
E abbiam montato l’autovelox e fatto multe senza pietà
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età
E preso uno senza patente

Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava
La provinciale sembrava un forno
C’era l’asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone
Che han fatto a pezzi con l’esplosivo
Che se non serve per cose buone
Può diventar così cattivo che dopo quasi non resta niente
Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c’è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più

Di quel che prende la brava gente
Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante
Ma quanto tempo dovrà passare per star seduto su una volante
La voce in radio ci fa tremare, che di coraggio ne abbiamo tanto
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti
Con il coraggio della paura, e questo è quel che succede adesso
Che poi se c’è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente
Minchia signor tenente per cui se pensa che c’ho vent’anni
Credo che proprio non mi dà torto
Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto
E glielo dico sinceramente
Minchia signor tenente

Riflettere e meditare popolo italiano, riflettere e meditare!

Gibellato Ariella

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