Putin sarà processato per presunti crimini di guerra?

Putin sarà processato per presunti crimini di guerra? Quando si dice: fatta la legge, trovato l’inganno è un dire giusto e ha le sue fondamenta in alcuni casi eclatanti e non che cerchiamo di spiegare: secondo l’ipotesi che Vladimir Putin possa essere prima indagato e poi giudicato dalla Corte penale internazionale dell’ONU, che ha aperto una indagine sull’invasione dell’Ucraina iniziata tra il 23 e il 24 febbraio, per presunti crimini di guerra, non sembra così semplice come le varie testate giornalistiche gridano ai quattro venti.

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Essere accusati e incriminati di crimini di guerra e con il conseguente isolamento internazionale è senza dubbio un deterrente affinché Putin possa arrivare a riflettere se fermare o no questa guerra che secondo il mondo è sporca e inutile, mentre per lui è un difendere i propri confini dall’ingerenza occidentale che l’Ucraina invece vorrebbe in totale disaccordo con la Russia.

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Si sottolinea un fattore molto importante: da quando è stato istituito il crimine di guerra perseguibile nel 1946, dopo i famosi processi di Norimberga contro lo staff gerarchico di Hitler,  o quelli di Tokyo contro i giapponesi. il crimine di guerra ebbe una sua forma specifica, prima non lo era, in base a ciò molti e orribili crimini di guerra sono stati taciuti e quasi dimenticati , quindi non perseguiti in quanto non esisteva un Tribunale internazionale per inchiodare alla sbarre gli imputati che avevano dato il via a dimostrazioni con la ragione di finire un conflitto, mentre per i militari esisteva la Corte marziale nazionale.

Ricordiamo che i bombardamenti di Nagasaki e Hiroshima, rase al suolo con la bomba atomica americana, hanno causato centomila vittime civili immediate (più 340.000 uccise a medio termine dalle radiazioni) del bombardamento atomico su Hiroshima, come pure le 50-80.000 di Nagasaki, rimasero senza giustizia (Fonte: Focus); ma non solo e ricordiamo anche su Dresda, fra il 13 e il 15 febbraio 1945, furono sganciate oltre 6.500 tonnellate di bombe incendiarie, rasero al suolo la città, scatenarono una tempesta di fuoco con temperature oltre i mille gradi e uccisero da 35 a 100mila persone, per lo più civili e sfollati. Ironia della sorte, la linea ferroviaria fu riattivata poco dopo il bombardamento che doveva appunto distruggerla.

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Per la maggior parte furono atti necessari e legittimati dalla ragione di chiudere un conflitto e le vittime sacrificate per questa ragione gridano ancora vendetta perché nessuno è stato punito per queste atrocità, mentre per altri furono decisioni che allora parevano discutibili e, tutto sommato alla luce dle Diritto internazione, a tutti gli effetti crimini di guerra.

E si sa perfettamente che le due bombe atomiche sganciate su Nagasaki e Hiroshima furono una dimostrazione di forza bellica per la Russia e per fiaccare il morale giapponese ormai provato in campo militare piuttosto che colpire obbiettivi strategici bellici e chi ne ha pagato le conseguenze sono state i civili, vittime sacrificate che erano comunque difese dalla Lega della Nazioni (ex Onu), con una legge votata all’unanimità il 30 settembre 1938.

Tra i punti essenziali riportiamo_

  • l bombardamento aereo intenzionale di civili è illegale;
  • gli obiettivi degli attacchi aerei devono essere obiettivi militari identificabili;
  • ogni attacco contro obiettivi militari legittimi deve essere condotto in modo da non bombardare per errore la popolazione.

Sui replica uno stralcio di un articolo apparso su Focus l’8 marzo 2022, scritto da Aldo Carioli: ”Il presidente degli Stati Uniti Harry Truman e i suoi diretti collaboratori, giù giù fino agli equipaggi che sganciarono le due bombe atomiche, avrebbero potuto, in linea di principio, essere processati da tribunali analoghi a quello di Norimberga. E se fossero vivi potrebbero ancora esserlo. Ma la parte lesa non aveva la forza politica per chiedere un processo (né è detto che lo avrebbe ottenuto)”. (Fonte: Focus)

Si raccomanda vivamente di leggere questo articolo molto interessante su il perché e il per come tanti crimini di guerra non sono stati perseguiti, le nazioni che puntano il dito attualmente, dovrebbero avere nei loro capi una informazione e una presa di coscienza prima di condannare e giudicare e magari fare un mea culpa, mea maxima culpa, aprendo invece percorsi di dialoghi unanimi per arrivare ad una soluzione democratica e risolutiva per questa orribile situazione.

Fonte: Focus

Foto di Alexas Fotos da Pixabay