Masters 2017 Il nuotatore e il minuto negato per Barcellona

Masters 2017 Il nuotatore e il minuto negato per Barcellona

L’attentato appena avvenuto a Barcellona a firma Isis, in cui sono decedute 15 persone innocenti non ha lasciato indifferente il mondo ad eccezione degli organizzatori dei Mondiali Masters Nuoto Budapest 2017.

Masters è una particolare categoria di atleti relativa agli sport acquatici (Nuoto, Tuffi, Pallanuoto, Nuoto Sincronizzato e Nuoto di Fondo) che parte dai 25 anni in su (Tranne in Canada e Stati Uniti d’America che parte dai 18 mentre in Australia dai 20 anni). La FINA (Federazione Internazionale di Nuoto) organizza i Mondiali di categoria Masters e ogni 2 anni si svolgo gli Europei mentre ogni anno i Campionati Italiani di Masters.

Quest’anno i Campionati Mondiali di Nuoto Masters si stanno svolgendo a Budapest e ieri ha visto protagonista il nuotatore spagnolo Fernando Alvarez e non per la conquista di qualche medaglia o record ,a per la sua protesta in favore delle vittime (15 vittime) della strage di Barcellona.

Dopo la terribile notizia dell’attentato, Fernando Alvarez ha deciso di chiedere al Comitato organizzatore di ritardare di 1 minuto tutte le partenze per onorare le vittime di Barcellona. Purtroppo il Comitato organizzativo ha detto di no, causa tempi di gara limitati.

Un rifiuto che non ha fermato Fernando Alvarez, infatti, nella sua batteria dei 200 metri stile libero, l’atleta non è partito con i suoi avversari, rimanendo fermo al bordo piscina per osservare il munito di silenzio in onore delle vittime di Barcellona.

Un gesto nobile e purtroppo isolato.

Ecco la sua testimonianza riguardo il gesto compiuto a Budapest 2017 riportato dal quotidiano spagnolo El Espanol: “Avevo già nuotato venerdì nei 100m, poi i fatti di Barcellona hanno sconvolto un po’ tutti e così venerdì ho deciso di mandare una mail al presidente visto che ne avevo ricevuta una da loro per partecipare alla festa di chiusura. Non ho ricevuto risposta. Così, prima della gara dei 200m, sono andato a parlare ancora con la direzione, ma mi han detto che non potevano farci nulla perché non si poteva perdere nemmeno un minuto visto lo schedule già prefissato della giornata. I fatti di Barcellona hanno colpito tutti, non solo noi spagnoli e credo sarebbe stato un buon gesto. E così quel minuto me lo sono preso comunque, fermo sul blocco mentre tutti si tuffavano. Non mi importa comunque, mi sento molto meglio così anche perché certe cose non valgono tutto l’oro del mondo…”.

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